Le malattie della retina: FAQ terapia fotodinamica

In quali patologie è indicata la terapia fotodinamica?

Attualmente non esistono linee guida precise su quando sia indicata o non indicata la terapia fotodinamica (pdt).
In generale la pdt va eseguita in tutte le patologie maculari complicate dalla presenza di una neovascolarizzazione sottoretinica localizzate in sede subfoveale, cioè nella parte centrale della macula. Piu' frequentemente nella degenerazione maculare senile, nella degenerazione maculare miopica, in corso di strie angioidi od in altre patologie maculari meno frequenti.

Quando fare la PDT?

La PDT va fatta nelle patologie sopraddette quando la malattia è all'inizio e non dopo mesi od addirittura anni, oppure a distanza di tempo quando ci sia una riaccensione della malattia.
Un certo grado visivo utile deve essere ancora presente e le dimensioni della lesione non devono essere troppo ampie.

Con la PDT si migliora?

Lo scopo della terapia non è migliorare.
Infatti pochi sono i pazienti che a distanza di tempo manifestano un miglioramento stabile.
La terapia va fatta per rallentare o per bloccare, magari con piu' trattamenti, l'evoluzione negativa della malattia. In realta' di fronte a circa il 50% dei casi in cui la situazione rimane stabile, esistono un 40% circa di casi in cui si ha un peggioramento, non tanto conseguenza della pdt, quanto evoluzione della malattia stessa.

Sono necessari esami del sangue per eseguire la PDT?

No, non sono necessari esami di sorta.
Fino ad oggi non sono stati evidenziati particolari effetti negativi dalla terapia.
Il farmaco viene escreto per via epatica e la presenza di una modesta insufficienza epatica, esiti modesti di epatite o calcoli alla colecisti non rappresentano una controindicazioni alla cura. Una grave insufficienza epatica e/o una cirrosi epatica grave invece sono una controindicazione assoluta.

Quali sono le precauzioni dopo la PDT?

Il farmaco iniettato, la Verteporfirina, rende fotosensibili, cioè predispone non solo gli occhi ma anche la pelle del proprio corpo alla possibilità di scottature anche molto serie, se dopo la terapia ci si espone alla luce solare o a fonti di luce artificiale intensa.
Pertanto è necessario al termine della terapia coprirsi il piu' possibile, indossare occhiali protettivi e evitare fonti intense di luce fino all'arrivo alla propria abitazione.
Una volta a casa, per tre giorni, è necessario rimanere in penombra, non guardare la televisione, e in seguito per almeno un'altra settimana non è consigliabile andare al mare per la classica tintarella.

Gli occhiali da sole devono essere particolari?

Gli occhiali da sole devono essere indossati per almeno una settimana dopo la pdt, se si viene a contatto con luce intensa.
Gli occhiali devono essere di buona qualita' e schermanti il più possibile, riparando l'occhio dalle radiazioni piu' pericolose, Uv-A e Uv-B.

Quando è opportuno fare il successivo trattamento?

Attualmente dinanzi ad un risultato non soddisfacente della terapia si esegue il successivo trattamento a distanza di due-tre mesi.
Si affidi al suo oculista esperto nella retina e che esegue le pdt per una valutazione di quando per lei sia piu' indicato un nuovo trattamento

Prima e dopo la PDT bisogna fare una angiografia?

Prima della pdt è indispensabile seguire una fluorangiografia ed in molte degenerazioni maculari anche un'angiografia con il verde indocianina, per una valutazione, la piu' completa possibile, delle dimensioni e del tipo di neovascolarizzazione da trattare.
Dopo l'esame gli esami angiografici vanno ripetuti per accertarsi sia dell'efficacia del trattamento sia per le indicazioni al ritrattamento dopo due-tre.

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